giovedì 25 novembre 2010

Milano, sabato 18 dicembre: Forza Nuova raddoppia! (2)



FORZA NUOVA APRE NUOVA SEDE A MILANO IN UN LOCALE DEL COMUNE


(ANSA) – MILANO, 24 NOV – Il partito di Forza Nuova inaugurerà a Milano il prossimo 18 dicembre una nuova sede, dopo quella di piazza Aspromonte, in un locale di proprietà del Comune in corso Buenos Aires, famosa arteria dello shopping. La notizia è apparsa oggi sul sito web dell’organizzazione di estrema destra ed è stata confermata anche dall’amministrazione. «Abbiamo partecipato a un bando pubblico del Comune di Milano - ha affermato il portavoce di Forza Nuova Marco Mantovani - e ieri abbiamo sottoscritto il contratto: a differenza di altri non è nostra abitudine occupare illegalmente gli spazi, ma pagare regolarmente l’affitto». Consapevole delle polemiche che si scateneranno in città, Mantovani ha voluto puntualizzare: «Tutte le volte che facciamo qualcosa in città – ha affermato – c‘è sempre
qualche finto democratico che prova a mettere i bastoni tra le ruote: ricordo che siamo un partito che si presenta alle elezioni. Chi in nome dell’antifascismo vuole impedirci di esprimere è chi utilizza i metodi “fascisti” della violenza e dell’intimidazione, come quella che ha costretto recentemente Piero Sansonetti ad annullare la sua partecipazione a un nostro dibattito
». Dal Comune di Milano fanno intanto sapere che il bando vinto da Forza Nuova era dedicato ad
associazioni culturali e sociali e che l’istruttoria per le assegnazioni degli spazi è stata gestita in sede tecnica e non
politica, come normalmente avviene in questi casi, da un gruppo di esperti indicati dalla commissione consiliare Demanio.(ANSA).




Radiopop: http://www.radiopopolare.it/fileadmin/notiziario/notiziario_07_00.mp3



Radiopop, cose che succedono in lombardia: (min 7.08): http://www.radiopopolare.it/fileadmin/notiziario/cose_che_20101125_2.mp3


Sede Forza Nuova, CAPOTOSTI (PDL): La Sinistra intollerante e antidemocratica non perde occasione per stare zitta

La consigliera Provinciale del PDL, Roberta CAPOTOSTI, in merito alle polemiche sorte in queste ore per bocca di numerosi e noti esponenti della sinistra antidemocratica milanese dichiara: “ E’ evidente come non mi stupisca di fronte alle pretestuose polemiche sollevate in queste ore da sedicenti difensori dei valori di “libertà” e “democrazia” a senso unico: qui si parla di regolare locazione di locali del Comune e non di occupazione abusiva a cui sono abituati!”
“Forza Nuova – continua CAPOTOSTI – è un movimento politico, distinto e distante da me per tante ragioni che, tuttavia, si presenta da sempre e regolarmente alle elezioni e che, a viso aperto e senza sotterfugi, ha inoltrato una domanda, regolarmente vagliata e valutata e che, avendo i requisiti richiesti è stata accolta. Non comprendo, pertanto, il motivo di tutta questa indignazione e, soprattutto, perché la stessa non sia stata sollevata quando altre sedi, di Comune e di Aler, sono state concesse a chi inneggia, con vanto, alla violenza e, sottolineo violenza, del proletariato contro il capitalismo o alla rivoluzione armata, indicandoli come punti qualificanti all’interno dei propri statuti.”
“Ci troviamo – conclude CAPOTOSTI – di fronte all’ennesima occasione in cui i soliti fomentatori d’odio hanno perso un’occasione per stare zitti. Insegnamenti da chi predica libertà e democrazia a parole e, nei fatti, le nega continuamente, non sono più tollerabili ed hanno decisamente stufato.”
Forza Nuova, Palazzo Marino tira drittoMoratti: la sede? L’ho letto sui giornaliPolemica sull’assegnazione dello stabile all’organizzazione di estrema destra. Pisapia: “Vergogna”Il Comune: “Procedure rispettate, è stato indetto un regolare bando”. Inaugurazione il 18 dicembredi LAURA FUGNOLI

Il sindaco Letizia Moratti si è trincerata dietro un «non ne sapevo niente, l’ho appreso dalla stampa». Il giorno dopo l’annuncio dell’imminente inaugurazione, è ancora polemica sulla nuova sede del movimento fascista Forza Nuova, che aprirà i battenti in un immobile del Comune in corso Buenos Aires. Ha promesso verifiche, il sindaco, e quelle tecniche sono arrivate prontamente: «Forza Nuova — informa la nota del Comune — è stato l’unico soggetto a partecipare alla gara e quindi l’assegnazione è stata automatica». L’immobile risultava libero dal dicembre 2009, continua la nota di Palazzo Marino, «ed era importante che non venisse lasciato in stato d’abbandono».
La locandina e la nuova sede
«Nascondersi dietro al fatto che Fn abbia regolarmente partecipato al bando non attenua le responsabilità politiche dell’amministrazione comunale — ha dichiarato il candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia — il fascismo è anticostituzionale e Fn offende la memoria di chi è caduto per la libertà del nostro paese. Tutto ciò è ancor più scandaloso se si pensa che accade a Milano, città medaglia d’oro alla Resistenza».
Il bando comunale per l’assegnazione dei 290 metri quadrati in corso Buenos Aires parlava chiaro: “Nei locali è vietato svolgere attività di sexy shop, kebaberia, money transfer, phone center e centro massaggi”. Nessuna preclusione all’uso degli spazi per attività politica di stampo nazifascista e xenofobo. E Forza Nuova, che non ha certo in mente di aprire una kebaberia, ha rispettato la procedura formale, ha presentato domanda offrendo 19mila euro di canone d’affitto, e ha vinto il bando. Tutto semplice, anche troppo.Il 18 dicembre con una gran festa il partito dell’ultradestra aprirà nella via dello shopping «l’avamposto per conquistare una più larga fascia di elettori alle prossime elezioni comunali, visto che proprio il 18 presenteremo il nostro candidato sindaco alla città», dice il portavoce di Fn, Marco Mantovani.
Nulla di riprovevole secondo Carlo Fidanza, vicepresidente commissione Expo in quota Pdl con un passato nel Fronte della Gioventù e An: «Fn si è candidata alle elezioni europee, magari parteciperà alle prossime comunali e non mi sembra che nessuno l’abbia mai messa fuorilegge — dice Fidanza — è più preoccupante assistere alle manifestazioni di un centinaio di studenti per strada pronti a sfasciare la città». Rincara la dose Roberta Capotosti, consigliere provinciale Pdl: «Ci troviamo di fronte all’ennesima occasione in cui i soliti fomentatori d’odio e sedicenti difensori della “democrazia” hanno perso un’occasione per stare zitti» dice. In un attimo le sue parole circolano sul web, nei forum dell’estrema destra milanese che la definiscono “una vera donna che dimostra di avere le palle”.
Milano è una polveriera che fa in fretta a esplodere, dice il segretario metropolitano del Pd, Roberto Cornelli, secondo cui «l’apertura di una sede di un partito xenofobo sarebbe magari tollerabile in una città tranquilla, ma non certo a Milano dove i conflitti sono già pesanti». Per Cornelli, inoltre, non ci si può barricare dietro stupide scuse burocratiche: «Se nel bando di assegnazione si vieta di svolgere attività di kebab, alla stessa maniera basterebbe aggiungere “proibito essere xenofobi”. Tecnicamente sarebbe altrettanto semplice».

Radiopop microfono aperto (dal minuto 10.00) spettacolo al minuto 14

lunedì 22 novembre 2010

La beffa di Lotta Studentesca all'Avogadro

“L’Avogadro è Nero perchè questo colore rappresenta la negazione assoluta, il NO radicale. Il menefreghismo assoluto al sistema ed ai suoi servi, il rifiuto di ogni compromesso. Siamo noi e continuiamo ad essere noi fieri e spavaldi da soli contro tutti e tutto!”. Così uno dei militanti di Lotta studentesca protagonista dell’occupazione dell’Avogadro spiega le ragioni dell’iniziativa che ha avuto un’ampia ribalta mediatica, anche grazie a un falso d’autore. Per attrarre i giornalisti, infatti, gli occupanti si sono inventati un inesistente faccia a faccia con il ministro Meloni sull’impatto della riforma Gelmini sui bamboccioni. Occupazione di destra, ministro ex leader di Azione giovani, i colleghi hanno abboccato senza controllare la fondatezza dell’appuntamento. E così sono accorsi numerosi …
L’occupazione raccontata dai protagonisti
Sono le 5:30 di Giovedì 18 novembre quando un gruppo di 30 studenti fa irruzione nell’Avogadro, storico liceo romano del quartiere Coppedè, nel giro di un’ora i ragazzi hanno barricato tutte le entrate possibili (tre) utilizzando vecchi banchi trovati sul retro e destinati alla discarica.
Intorno alle 6 arriva a scuola la Preside e comincia ad intimare lo sgombero minacciando ripercussioni scolastiche (bocciature 5 in condotta ecc), gli “Avogadrini” non si lasciano intimidire e proseguono l’occupazione, contro la Riforma Gelmini, contro i tagli all’istruzione, per la sicurezza degli edifici scolastici.
Verso le 8 incominciano ad arrivare gli studenti e senza pensarci due volte, spinti dalla rabbia verso questo sistema scuola e la voglia di lottare per il proprio futuro, aderiscono all’occupazione, così in poco tempo i ragazzi all’interno della scuola aumentano e da 30 diventano 80.
L’orologio segna le 8:30 quando arrivano i “compagni” dell’Avogadro ed iniziano a protestare contro questa protesta, dicendo che non accettano le modalità con cui è stata occupata la scuola (?!?!?), la puzza del loro fegato si sente lontano un miglio non gli va giù che alla testa di questa occupazione ci sia Lotta Studentesca. Le ridicole proteste dei “compagni” non hanno seguito e verso le 11 ormai gli studenti all’interno sono più di un centinaio, viene esposto lo striscione “AVOGADRO OCCUPATO” ed il rappresentante di Lotta Studentesca, guida dell’occupazione, tiene un assemblea dove ringrazia la partecipazione.
Intorno all’ora di pranzo incominciano ad arrivare i militanti di Lotta Studentesca per svolgere il servizio d’ordine ed evitare il danneggiamento della scuola, viene esposto uno striscione di 10 metri circa con la scritta “occupato” e vengono decisi i corsi e gli eventi per Venerdì, gli eventi stabiliti variano di tipologia sono programmati corsi informativi sulla riforma Gelmini, cineforum, corsi di cucina e corsi di recupero scolastici.
Verso le 19 viene raggiunto un accordo con la preside. Durante la sera alcuni esterni alla scuola provano a entrare intenzionati a fare macello, ma vengono allontanati dal servizio d’ordine, con essi si allontana una decina di studenti dell’Avogadro che voleva solo danneggiare la scuola.
Arriva la notte e mentre gli studenti rimasti dormono 5 militanti di Lotta Studentesca sorvegliano la scuola e danno una ripulita.
E’ Venerdì mattina e mentre alcuni studenti, che hanno dormito a casa, portano la colazione per chi ha continuato ad occupare la sede centrale della scuola durante la notte nella succursale a via Cirenaica gli studenti che non hanno aderito all’occupazione, aderenti al COSA, COllettivo Studenti Avogadro, organizzano, fomentati da professori e vicepreside, una contro-protesta davanti alla centrale occupata.
Sono le 14 quando si forma davanti alla scuola un presidio Anti-Fascista (?!?!?!?!) contro l’occupazione di Lotta Studentesca. Buona parte degli studenti esce dalla scuola intimoriti dalla tensione che ormai si è creata, ma la scuola continua a rimanere in mano ad una ventina di militanti di Lotta Studentesca che espongono uno striscione che dice “Noi Rivoluzionari voi servi! Avogadro Occupato”. I due fronti si battano a colpi di slogan.
La pregiudiziale antifascista ancora una volta mina la portata della protesta studentesca: decine di studenti che invece di fare un fronte comune per una scuola migliore si arrocca dietro al solito “fuori i fascisti dalle scuole”.
Memorabile il coro degli studenti di LS che dalle scale della sede centrale intonano “Bella ciao” a mo di sberleffo, tutti col sorriso sulle labbra, mentre dall’altra parte del cancello il COSA impallidisce dalla rabbia.
Sono presenti anche agenti della DIGOS e un certo numero di giornalisti, richiamati da un altro colpo di genio dei ragazzi di LS: un inesistente incontro col Ministro Meloni, per discutere delle ripercussioni che questa riforma scolastica avrà sui “bamboccioni” di domani.
Dopo mezz’ora gli studenti della che intendevano “assaltare” la centrale e cacciare i fascisti, ormai stanchi e delusi, se ne vanno. Come da programma alle 18 l’Avogadro occupato da Lotta Studentesca apre le porte a tutti per far seguire una conferenza sui problemi all’edilizia scolastica e della sicurezza. Finita la conferenza, che ha riscosso buona partecipazione, alle 19 Lotta Studentesca riconsegna la scuola alla Preside senza nessun danno e pulita (persino meglio di prima!!!).
Lotta Studentesca ha occupato l’Avogadro per protestare contro la riforma Gelmini, unita a molti altri studenti d’Italia, i “compagni” hanno cercato di dividere questo movimento di protesta connotandolo con un solo colore politico, per fortuna non ci sono riusciti.

http://fascinazione.blogspot.com/2010/11/avogadro-la-beffa-di-lotta-studentesca.html?spref=fb

giovedì 11 novembre 2010

Milano, sabato 18 dicembre: nuovo avamposto in città di Forza Nuova e Lotta Studentesca!



Forza Nuova e Lotta Studentesca raddoppiano a Milano. Il 18 dicembre, non prendete impegni: tutti alla grande inaugurazione della nuova sede in zona stra-centrale. Festa dalle 15.00 a notte fonda. Free antifa zone.

Seguiranno INFO dettagliate.

Ciao Saverio, guarda come mi diverto.

domenica 24 ottobre 2010

Forza Nuova Milano al consolato ungherese: libertà per Gyorgy



Milano, 23 ottobre 2010. Oggi nel giorno dell’anniversario della ribellione anticomunista del 1956, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai nostri fratelli e camerati ungheresi che si trovano in carcere solo per aver scelto di combattere la corruzione del loro governo. Con un’operazione davanti la rappresentanza ungherese a Milano abbiamo voluto esprimere la nostra vicinanza ai tre camerati incarcerati e in particolare al grande combattente Gyorgy Budahàzy.

Oggi pomeriggio, mentre il nostro fratello Laszlo sta continuando uno sciopero della fame iniziato ieri notte in compagnia di altri 63 camerati, i militanti di Forza Nuova e Lotta Studentesca hanno esposto uno stricione davanti al consolato ungherese: ” Libertà per Budahàzy”.

Forza Nuova Milano

lunedì 4 ottobre 2010

Sabato 2 ottobre, Forza Nuova al Manzoni contro l’intolleranza antifascista

Le agenzie divulgano la notizia che i militanti di Forza Nuova si presenteranno al Manzoni per volantinare contro l’aggressione antifascista subita la settimana prima. 60 zecche vs 10 camerati.

MILANO: FORZA NUOVA, DOMANI VOLANTINAGGIO DAVANTI A LICEO MANZONI =
SABATO SCORSO LO SCONTRO CON GLI ANTAGONISTI IN CUI RIMASE
FERITO UN RAGAZZO

Milano, 1 ott. – (Adnkronos) – Nuovi scontri in vista tra Forza
Nuova e antagonisti. I ragazzi di estrema destra sono pronti a tornare
domani, a una settimana esatta dai tafferugli, davanti al liceo
Manzoni, in via Orazio a Milano, per un nuovo volantinaggio. Le
indiscrezioni trovano sempre piu’ conferma negli ambienti vicini al
partito di estrema destra. Mentre negli uffici della Digos guidata da
Bruno Megale s’indaga ancora sull’episodio di sabato in cui e’ rimasto
ferito un 25enne di estrema destra, i due gruppi ‘riaffilano’ gli
artigli.

La ‘sfida’ non si e’ mai interrotta, almeno sul web, ma domani
antagonisti e militanti potrebbero trovarsi nuovamente faccia a
faccia. E’ gia’ pronto e solo da distribuire il volantino, firmato da
Lotta Studentesca Milano’, per ribadire che i ragazzi di estrema
destra non hanno paura. “I giovani di Lotta Studentesca -si legge nel
volantino- sono stati aggrediti per puri motivi ideologici. Chi voleva
volantinare delle idee si e’ visto aggredito da vecchi dinosauri dei
centri sociali. Chi voleva propagandare le idee del futuro che stanno
facendo strada nelle scuole e negli atenei si e’ visto piovere addosso
la violenza e l’odio dell’intolleranza di chi ha a cuore tutto meno
che il futuro della scuola, il nostro futuro!
“.

L’appuntamento dunque e’ per domani, spiegano i militanti di
Forza Nuova, per dire che “La paura genera intolleranza. Lotta
Studentesca non ha paura
“. E dopo sabato scorso c’e’ poco da
sorridere: il bilancio e’ stato di spranghe e bottiglie usate da
entrambe le parti e di una ventina di militanti identificati dagli
uomini della Questura. Anche in quel caso le possibili tensioni erano
state annunciate dal tam tam su Internet che annunciava l’intenzione
dei giovani dell’estrema destra di volantinare, dopo la comparsa sui
muri di alcune scritte neofasciste.

I nostri arrivano, come da programma…






…ma dove son finiti i pirati della tortuga…forse alla pari non si sentono a loro agio?


Ecco l'eroica reazione degli antifà:

domenica 26 settembre 2010

Milano, 25 settembre, Manzoni: chi c'era sa

Sono le 13.00 e in via Caminadella arrivano una decina di giovani forzanovisti. Repubblica ha pubblicato la notizia che al blasonato liceo Classico Manzoni.ci sarebbe stato un volantinaggio dei nostri.

Il tam tam tra le zecche corre veloce via internet.

La Digos, qualche giorno prima ci ha vietato un banchetto politico in piazza S.Babila.
La Digos è informata della nostra attività di oggi davanti alla scuola, tanto da tele
fonarci la mattina presto per i dettagli.

La Digos blocca i nostri ragazzi nella via.

La Digos presidia via Orazio e lo slargo davanti al Manzoni. In pochi minuti proprio da quella direzione arrivano una settantina di appartenenti ai cessi sociali milanesi che si sono riuniti per l’occasione.
Sono armati di tutto punto. Bastoni, pietre, spranghe, assi di legno. E sono passati indisturbati davanti alla Digos. Quella stessa Digos che continua a tenere bloccati i nostri imepedendogli di fatto una legittima difesa.

Le zecche, proprio come fanno le iene con i leoni stanno a debita distanza, abbozzano patetici attacchi contro i nostri ragazzi disarmati tentando di circondare in 20 contro uno, chi dei nostri si trova avanti a tutti. Lanciano la loro pattumiera.

Toni ha la faccia insanguinata, un paio di camerati lo strappano dai prodi antifà che sono riusciti a circondarlo. Una zecca scivola e picchia la faccia sul duro cemento sporcandolo di rosso.

Lo sguardo di Toni, immortalato oggi da tutti giornali è il nostro sguardo. Il suo odio è il nostro. Guardatelo bene: noi non abbiamo paura. Ci si vede. Presto.

Forza Nuova Milano
Alcune agenzie:
MILANO: FORZA NUOVA, NOI VITTIME DI AGGRESSIONE ORGANIZZATA =
STAMANE SCONTRO CON ANTAGONISTI DAVANTI AL LICEO MANZONI

Milano, 25 set. (Adnkronos) – I ragazzi di Forza Nuova,
protagonisti degli scontri avvenuti stamane davanti alla sede
del’istituto Manzoni a Milano non ci stanno a passare da “violenti e
provocatori”. Il portavoce milanese, Marco Mantovani, parla di
“un’aggressione organizzata” che ha visto di fronte “dieci contro 70″.
Negli scontri e’ rimasto ferito un 25enne, da lungo tempo militante
del partito di estrema destra. Per lui, “colpito con un sasso sono
stati necessari -spiega- due punti di sutura in testa”.
La ricostruzione di quanto accaduto e’ precisa: “Stavamo
raggiungendo il Manzoni per andare a volantinare. Un’attivita’ di cui
avevamo informato la Digos quando, in via Caminadella, sono spuntati
una settantina di ragazzi, con caschi e sciarpe, armati di bastoni,
sassi e bottiglie”.
Una sorta di ‘agguato’ che segue altri episodi tra i due gruppi,
ultimo “alcune scritte di minacce lasciate da alcuni antagonisti sotto
casa di un militante”, spiega il portavoce di Forza Nuova. Per
‘vendicare’ quell’affronto e spiegare che “non abbiamo paura di
nessuna minaccia e nulla fermera’ la nostra azione politica, stavamo
andando a distribuire i volantini. I violenti -conclude- non siamo
noi”.

(ANSA) – MILANO, 25 SET - Rischia di essere un anno
scolastico caldo a Milano, dove, oggi davanti al Liceo Classico
Manzoni sono scoppiati dei tafferugli quando una decina di
esponenti di vari ambienti dell’estrema destra cittadina, che
intendevano volantinare all’esterno, sono stati aggrediti da un
folto gruppo di giovani dell’area antagonista.
Il bilancio e’ di un ferito non grave, di un paio di contusi
e di una decina di giovani di destra identificati. Ma l’episodio
potrebbe segnare profondamente la serenita’ tra gli studenti
dell’istituto, da tempo al centro di tensioni politiche e che
oggi apparivano divisi nel valutare la linea da tenere dopo i
tafferugli. Molti di essi, davanti alla scuola, pur rivendicando
una ”linea antifascista” hanno preso le distanze dall’azione
violenta.
Possibili tensioni erano gia’ state annunciate dal tam tam
scolastico e su internet per l’intenzione dei giovani
dell’estrema destra di volantinare, dopo che scritte neofasciste
erano state lasciate sui muri e dopo alcuni spintoni e calci
volati ieri tra studenti di sinistra e giovani vicini alla Lega.
Ad un certo punto, pochi minuti dopo le 13, mentre una
cinquantina di giovani liceali si trovava in presidio, sono
arrivate alcune decine di attivisti dell’area antagonista,
alcuni dei quali, armati di bastoni e catene, si sono subito
diretti verso il gruppetto di una decina di neofascisti che da
via Caminadella stava dirigendosi verso il liceo. Il blitz ha
colto di sorpresa le forze dell’ordine presenti sul posto e il
gruppo e’ riuscito ad arrivare a contatto con i giovani
dell’estrema destra. Ne e’ nato un breve scambio di colpi fino a
quando polizia e carabinieri si sono frapposti definitivamente.
Dopo alcuni ulteriori lanci di bottiglie (un giovane di destra
sanguinava vistosamente dal volto), i ragazzi di destra sono
stati allontanati dalla polizia e la situazione e’ tornata alla
calma. La polizia si e’ schierata in forze lungo tutte le vie
adiacenti, mentre il gruppo di una cinquantina di giovani
antagonisti si e’ allontanato in direzione Porta Ticinese, e la
Digos ha seguito i giovani di estrema destra per evitare che
tornassero nei pressi del liceo.
Si e’ creata pero’ una evidente spaccatura, tra i liceali.
Tra i tanti ragazzi rimasti a discutere davanti all’ingresso del
liceo, in via Olona, dopo l’allontanamento dei neo fascisti e
degli antagonisti non c’era infatti accordo su come commentare
pubblicamente l’episodio. Alcuni avrebbero voluto appoggiare
l’azione, ma la maggior parte preferiva prendere le distanze
quanto meno dall’aggressione. ”Noi dobbiamo dirlo che tra quei
giovani dei centri sociali non ce ne era neanche uno dei
nostri”, urlava una ragazzina. ”Si, ma domani sui giornali
scriveranno che al Manzoni e’ morto l’antifascismo”, replicava
un compagno. ”Per me era meglio se stavano a studiare, qui di
casini ne abbiamo gia’ abbastanza”, diceva un’altra ragazza.
”Solo due o tre anni fa sarebbe stato impossibile sentire cose
simili”, hanno commentato, poco distanti, due agenti della
digos.(ANSA).

MILANO: FIORE (FN), QUESTORE SI DIMETTA DOPO SCONTRI AL MANZONI =
Milano, 25 set. (Adnkronos) – “A noi non interessa la logica
degli opposti estremismi ma pretendiamo di poter fare attivita’ come
costituzionalmente garanti. Le dimissioni del Questore mi paiono il
minimo: fare politica deve essere un diritto per tutti”. Il segretario
di Forza Nuova, Roberto Fiore, interviene dopo gli scontri avvenuti
vicino al liceo Manzoni a Milano tra militanti di estrema destra e
antagonisti.
“Quanto accaduto oggi e’ di una gravita’ inaudita -sottolinea- e
se possibile altrettanto grave e’ l’atteggiamento di alcuni organi di
informazione che davanti ad un’aggressione manifesta blaterano di
opposti estremismi e di provocazioni da parte del nostro partito”.
L’episodio di oggi “ha visto dieci tra i nostri ragazzi venir
attaccati da settanta persone. Qui non si tratta di rissa, si tratta
di un attacco unilaterale, e mi chiedo -conclude- come sia possibile
oggi che un partito politico non possa effettuare un volantinaggio in
serenita’”.

TAFFERUGLI LICEO MANZONI: FIORE, NON ABBASSEREMO LA GUARDIA
(V. ‘TAFFERUGLI DAVANTI AL…’ DELLE 13.20)
(ANSA) – MASSA,(MASSA CARRARA) 25 SET
- ”Solidarieta’ ai
miei giovani militanti di Milano che sono stati aggrediti da
alcuni militanti di estrema sinistra. Questo ci insegni a non
abbassare mai la guardia”. Roberto Fiore, segretario nazionale
di Forza Nuova, ha commentato cosi’ gli scontri avvenuti a
Milano tra i giovani di Forza Nuova e un gruppo di estrema
sinistra.
”So che sono finiti in questura solo i nostri, solo i
militanti di Forza Nuova – ha aggiunto Fiore parlando a margine
dell’inaugurazione della nuova sede di FN a Massa (Massa
Carrara) – e questo e’ uno scandalo, perche’ tutti hanno visto
che l’aggressione e’ partita dalla sinistra. Si e’ trattato di
un vero e proprio attacco. Attenzione a non farci intimidire”.

Un commento (che non piace ai compagni) da indymerda lombardia
non c’è stato nessuno scontro. i “compagni”, una sessantina, armati di tutto e di +, che lanciavano fumogeni e bottiglie. I “fasci” che cercavano di stare uniti per difendersi da un eventuale scontro fisico (che non c’è stato). l’unica cosa che può definirsi “scontro” è stata una carica di botte e ombrellate in testa ad un fascio che si è staccato dal gruppo (o forse non si è mai unito) e si è scagliato da solo contro i compagni. poi i suoi amici fasci si sono lanciati per cercare di tirarlo fuori.. tra un cazzotto e l’altro. oltretutto il ferito è stato 1 SOLO, quindi smettetela di parlare di botte o di scontri quando è stato un cazzo di tafferuglio cagoso. i fasci erano solo 10 e gli antifa 60, se ci fosse stato un vero scontro i fasci a quest’ora dovevano essere sotto il cemento. bravi, avete fatto andare via i neofascisti che da un po’ di tempo rompevano i coglioni in tutta milano… ma smettetela di enfatizzare la cosa, non c’è stato nulla di eroico.

uno studente del manzoni che ha assistito alla scena.








martedì 21 settembre 2010

Milano, scuola elementare di Via Paravia. Il pianto dell’unico bambino italiano: “Parlano tutti in arabo, non capisco”


Test fallito in via Paravia. Parlano i genitori di uno dei due piccoli tra 19 stranieri. Loris non vuole andare in classe. "Teniamo a casa nostro figlio e cerchiamo un'altra scuola".


Adesso cercano una nuova elementare. “Ma siamo preoccupati per i bimbi arabi: come impareranno la nostra lingua se restano tra loro? Credevamo in questa scuola nella integrazione, nello scambio di culture. Siamo stati ingenui ma le istituzioni non possono esserlo”. A parlare è Giada Zaini, 33 anni. “Lui in quella classe non vuole più andare. Piange, dice che si sente diverso, che i suoi compagni fra loro parlano arabo e lui non capisce”. Loris ha 6 anni ed era uno dei due bambini italiani iscritti nell’unica classe prima delle elementari di via Paravia, assieme a 19 compagni stranieri, quasi tutti nordafricani.

“Il nostro è stato un esperimento fallito e se ci penso mi sento in colpa con Loris”, dice ora mamma Giada, che lo aveva portato in quella scuola di proposito, di modo che potesse stare con alcuni suoi compagni dell’asilo. Ragazzini stranieri, ovviamente, a cui il piccolo è affezionato. Ma una volta entrato in aula “ha capito che lì lo straniero era lui” spiega il papà, Massimiliano Casali, 33 anni, allenatore di cavalli da corsa. Da due giorni Giada e Massimiliano fanno il giro delle scuole del quartiere, chiedendo di potere iscrivere il figlio in una classe “dove ci siano almeno un po’ di italiani”. L’impatto è stato brutale. “Il primo giorno di lezioni – racconta la mamma – sono entrata nell’aula e avrei voluto fotografare i bambini, tutti insieme. Alcuni genitori, forse egiziani, me lo hanno impedito in modo brusco. Mi hanno detto che non mi sarei dovuta permettere di fotografare i loro figli, e che avrei dovuto inquadrare mio figlio da solo al banco”. Convinta che “fra italiani e stranieri non c’è differenza e l’integrazione è importante”, si aspettava un benvenuto diverso.

Per iscrivere Loris nella “scuola ghetto” di via Paravia aveva dovuto bisticciare con Mara, la suocera, che l’aveva messa in guardia: “Una scuola senza italiani è una cosa fuori dal mondo”. Giada ha tenuto duro. Pensava che il fatto di avere in classe un paio di amichetti sarebbe stato più importante rispetto alla nazionalità dei compagni. Ma alla prova dei fatti si è dovuta ricredere. Se l’episodio della fotografia ha fatto vacillare la convinzione multiculturale della mamma, il papà ha capito in quale situazione era finito suo figlio quando ha chiesto alla preside di iscrivere il bambino all’ora di religione. “Non sono cattolico praticante – racconta – ma mi sarebbe piaciuto che Loris la frequentasse. Sua nonna ci tiene, e il cattolicesimo è una parte importante della nostra cultura. La preside mi ha spiegato che però rischiava di ritrovarsi solo in classe, dal momento che tutti gli altri bambini avrebbero probabilmente scelto l’ora alternativa”. Tornato a casa la sera, arrabbiato e deluso, ha dovuto consolare il figlio in lacrime, diverso perché italiano. Ed è finita così l’avventura dei genitori di Loris, la cui buona volontà di integrazione si è schiantata contro il disastro dell’amministrazione. E lo stesso destino subirà l’altra bimba italiana della classe: i suoi genitori stanno cercando un’altra scuola.

In via Paravia ci sarà quindi una prima elementare composta solo da bambini stranieri, una classe che in realtà non dovrebbe esistere. Il ministro Gelmini ha infatti varato un regolamento che prevede il tetto del 30 per cento per gli stranieri in ogni classe, per mettere fine “alle scuole ghetto”. Peccato che, a forza di deroghe, in Lombardia il principio non sia stato applicato in nessuna delle 129 scuole che sforavano il tetto. Oltre a via Paravia ci sono molte altre classi dove gli italiani sono minoranza. Alle medie di via General Govone, ad esempio, è italiano uno studente su tre: il famoso 30 per cento, ma al contrario.

“Adesso la nostra unica preoccupazione è trovare una nuova scuola per Loris – dice Giada – siamo stati ingenui, ma le istituzioni non possono esserlo. Lo dico anche per i bimbi stranieri: come potranno imparare bene l’italiano se non lo parlano nemmeno fra di loro?”. Il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, a cui Giada e Massimiliano hanno scritto ieri per raccontare la loro vicenda, da un anno e mezzo promette che “presto l’inaccettabile situazione di via Paravia sarà affrontata”. Per ora di concreto c’è la convocazione di una riunione con la preside Agnese Banfi, in programma domani “per chiedere spiegazioni”.

di FRANCO VANNI, Repubblica.it

mercoledì 15 settembre 2010

Economia, 250 laureati in Cattolica esclusi dalle magistrali

Milano,15 Settembre 2010. Escono le graduatorie per l’accesso e alle magistrali, e con grande sorpresa, a pochi giorni dall’ inizio delle lezioni, numerosi studenti si ritrovano fuori.

Durante il percorso triennale, a questi stessi studenti, è sempre stato detto di non badar tanto alla media, e seguendo tale consiglio, si sono visti sorpassare in graduatoria da laureati esterni.

E’ giusto dire che tale problema, si è verificato solo per gli studenti che avevano richiesto l’ammissione alla laurea magistrale in Management, mentre per gli altri tre corsi di laurea, Mercati e strategia, Economia e Legislazione d’impresa, tale problema non si è verificato.

Possibile, ci chiediamo noi, che l’università non abbia informato gli studenti sui criteri d’ammissione? Possibile, inoltre, che la stessa università, viste le più di 700 domande d’ammissione arrivate ad Agosto, non abbiano pre-avvisato gli studenti circa l’eventuale non ammissione?

Qualsiasi sia il motivo, IL DIRITTO ALLO STUDIO AI LAUREATI IN UNICATT NON è STATO GARANTITO, chiediamo dunque, per gli anni futuri, più chiarezza e che venga garantito un canale preferenziale ai nostri laureati.

Il Cuib d’ Avanguardia

www.cuibavanguardia.wordpress.com

martedì 14 settembre 2010

Milano, Cattedre scoperte, attività ridotte la scuola “tagliata” riparte nel caos

È una scuola dimezzata quella che è cominciata ieri per 433mila studenti fra città e provincia. Nelle classi mancano 1.425 insegnanti, che i presidi dovranno cercare fra i supplenti precari rimasti senza cattedra. Quasi ovunque si fa lezione a orario ridotto, e in molte elementari la mensa è ancora chiusa. Alle superiori, riformate dal governo, non va meglio.

La nomina dei supplenti annuali si è conclusa sabato scorso, e restano buchi di orario che i presidi cercano di colmare in corsa. Al classico Carducci le cattedre vuote sono tre. Allo scientifico Einstein sono due i docenti da trovare, altrettanti al Marconi, e al Leonardo da Vinci rimangono da coprire tredici ore di inglese. All’alberghiero Vespucci mancano tre insegnanti, al tecnico Gentileschi sei, al professionale Marelli sette. Non si salva nemmeno il liceo musicale Tenca: ai ragazzini di prima iscritti al nuovo indirizzo mancano due insegnanti.

Al direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio, che aveva promesso “un avvio di anno con tutti gli insegnanti in classe”, la Cgil chiede le dimissioni: “Assieme alla Gelmini - si legge in una lettera aperta - lei è artefice del più grave danno che la scuola milanese ha subito dal dopoguerra”. I tagli di insegnanti, 1.300 fra Milano e hinterland, hanno eroso la qualità del tempo pieno alle elementari, che con meno insegnanti si è inceppato.

Alla scuola di via Salici, dove i ragazzini sono stati mandati a casa alle 12.30, la vice preside Vania Zadro allarga le braccia: “Non sappiamo se attiveremo i laboratori”, dice. Stessa situazione alla scuola Montessori, dove sono state annullate le uscite didattiche. “Noi insegnanti siamo un numero insufficiente - dice la vice preside Luisa Sabbatini - fatichiamo a coprire l’orario scolastico”. In quasi tutte le elementari il tempo pieno in almeno una sezione viene garantito solo alternando più maestre, fino a cinque, visto che il rapporto di due docenti per classe è venuto meno. Una situazione che ha scatenato una valanga di proteste.

I precari della scuola domani alle 18 saranno in presidio davanti al provveditorato. Mille supplenti annuali fra Milano e provincia rischiano di trovarsi disoccupati, visto che le scuole non chiameranno che metà dei docenti senza contratto. E mentre i precari si preparano a fare ricorsi, incassano l’appoggio di Cgil e Cisl, che scrivono al provveditore Giuliana Pupazzoni “per sapere le ragioni di meccanismi di assegnazione delle cattedre poco chiari”.

Ieri il Pd ha distribuito volantini “contro lo sfascio della scuola pubblica” di fronte a cento scuole, e oggi alle 20.30 partirà da via Amoretti a Quarto Oggiaro la fiaccolata degli insegnanti dell’istituto professionale Greppi, che si oppongono alla privatizzazione della scuola. Proteste anche all’istituto professionale Meroni, a Lissone, dove la chiusura di due classi costringe gli studenti a rivolgersi a scuole molto distanti.

Nel clima incandescente dell’avvio, i militanti di Forza Nuova hanno approfittato per aprire la stagione della passione politica nei licei. Sui muri di fronte ai classici Manzoni, Berchet e Carducci hanno scritto “good morning, siamo tornati”, come monito ai collettivi studenteschi. Ma a preoccupare i ragazzi, più che le contese fra i gruppi politici, sono gli stravolgimenti di orario introdotti dalla riforma. La durata delle lezioni viene portata a 60 minuti, da 55 che erano, e si riduce il numero delle ore settimanali negli istituti tecnici e professionali.

“Staremo a casa sabato, ma dovremo rientrare a scuola venerdì pomeriggio - dice un ragazzo di terza all’istituto commerciale Schiapparelli Gramsci - rispetto allo scorso anno perdiamo quattro ore di informatica”.

di TIZIANA DE GIORGIO e FRANCO VANNI, Repubblica.it

14 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

Atreju blindata: c’è Maroni. Forza Nuova aggira i blocchi e consegna la tessera

Bergamo non si ripeterà. Le minacce di Maroni, il ministro di polizia pregiudicato per aver fatto a botte con i poliziotti, sono state attuate un’altra volta. Ci avevano provato gli ultrà juventini domenica a Torino alla festa della Lega ma l’unico che era riuscito a bucare il filtro era stato un giovane in carrozzella, cinicamente ritenuto inoffensivo. Stavolta, invece, a incappare nelle strette maglie dei controlli sono stati una ventina di militanti romani di Forza nuova, decisi a consumare una protesta simbolica contro la tessera del tifoso. Gli ordini erano severissimi: fermare tutti agli ingressi, non far passare nessuno, identificare tutti ma un manipolo è riuscito ad aggirare la blindatura di Colle Oppio, tradizionale luogo della festa giovanile della destra romana.
Dodici persone sono state bloccate dalla Polizia – rende noto l’Adnkronos – mentre tentavano di avvicinarsi alla spicciolata all’area della manifestazione ‘Atreju’, organizzata dai giovani del Popolo della Libertà, in cui oggi è intervenuto, tra le altre autorità, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni. È successo intorno alle 17,30, in due diverse circostanze in via di San Gregorio e in viale Parco del Celio. I dodici, di cui alcuni gravitanti nell’area di Forza Nuova sono stati accompagnati in ufficio per l’identificazione e sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per manifestazione non autorizzata. I servizi per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione dell’evento, attentamente pianificati con ordinanza di servizio e preceduti da un tavolo tecnico presieduto dal Questore, hanno consentito che tutto si svolgesse regolarmente.
Un comunicato del gruppo rivendica l’iniziativa: «Forza Nuova ha contestato oggi alla festa dei giovani del Pdl ‘Atreju 2010′ il Ministro degli Interni Roberto Maroni» consegnandogli la ‘Tessera del politico numero 1′ come segno di protesta nei confronti della tessera del tifoso.«Mentre molti politici sono noti corrotti, i cittadini vengono preventivamente schedati Maroni dovrebbe pensare di più alla sicurezza degli italiani, occuparsi dei rom che cacciati dalla Francia arrivano a Roma, all’immigrazione che aveva promesso di fermare ma non ha fatto. Ed i dati parlano chiaro e svelano le menzogne leghiste.Una ventina di militanti di Forza Nuova sono stati fermati»
E il leader romano di Forza nuova, Gianguido Saletnich smentisce la versione dell’agenzia di stampa, in un commento a questo post che io ho deciso di spostare qui nel testo principale: “Non ci sono state denunce, la nostra azione era goliardica: abbiamo consegnato a Maroni, perchè si sappia che l’azione è riuscita perchè alcuni dei nostri erano riusciti ad entrare, la Tessere del Politico, la numero 1 per esprimere la nostra contrarietà ad un provvedimento che di fatto non risolve il problema sicurezza, discrimina i tifosi di calcio rispetto agli altri tifosi, evidenzia ancora una volta i privilegi della casta perchè tutti i politici condannati con sentenza in giudicato accedono comunque liberamente agli stadi, e condanna oltremodo i tifosi che per aver magari lanciato un fumogeno una volta sono bannati a vita dagli stadi“.

http://fascinazione.blogspot.com/2010/09/atreju-blindata-ce-maroni-12.html#more

martedì 15 giugno 2010

Milano, 2 luglio: grande concerto al Presidio

Blitz di Forza Nuova e Lotta Studentesca davanti al consolato sudafricano


MONDIALI: BLITZ FORZA NUOVA A CONSOLATO SUDAFRICA A MILANO
A MILANO PROTESTA CONTRO VIOLENZE SUBITE DA POPOLAZIONE BIANCA (ANSA)
- MILANO, 11 GIU - Una decina di militanti di Forza Nuova ha fatto un blitz davanti alla sede del consolato sudafricano a Milano per denunciare, in occasione della prima partita dei Mondiali, le violenze subite dai boeri, il gruppo etnico bianco che vive nello Stato africano, segnato da decenni di apartheid. I militanti del partito di estrema destra hanno simbolicamente chiuso le vie d’accesso alla sede
diplomatica con il nastro bianco e rosso esponendo foto cruente sulle violenze subite dalla popolazione sudafricana bianca. Accanto alla sede del consolato è stato esposto uno striscione con la scritta ‘Stop
antiwhite genocidè (’Fermate il genocidio contro i bianchì). I militanti forzanovisti di Milano hanno assicurato che analoghe iniziative sono state svolte, questo pomeriggio a Madrid, dai militanti del partito Democracia National e a Budapest dal partito di estrema destra Hvim Jobbik. (ANSA).









We are today peacefully demonstrating , in many cities in Europe, for the opening day of the football World Cup, that will catch the attention of billions of people all around the world. South Africa, as the organisator country, will also catch the attention of people and medias.

16 years ago, Apartheid was ended, and the African National Congress got into power in South Africa. It was supposed to be the birth of a « rainbow nation » where Black, White and others would be supposed to live in harmony in a post-racial society.

The reality of the 2010 South Africa needs to be said, as it’s often hidden by officials or medias. While South Africa was a dynamic economy, comparable to other western countries, it slowly felt down to a thrid-world economy, in which only a few high technology industries are left. One of the reasons of this failure is the « positive discrimination », which made from white engineers jobless people, and gave to black people the key-positions of the South African economy, because of their skin color and regardless their competences.

But before anything else, the South African failure is illustrated by the unimaginable criminality rate, with about 50 people killed everyday.
South Africa is also the country of a new – and kept under silence – genocide : the genocide of the white people living in South Africa. Since 1994, about 1 million of white people fled from South Africa, while about 3000 white farmers were killed. Many of these attacks were not motivated by robbering – as many times nothing is stolen from the attacked white farms – but by anti-white racism and ethnic cleaning.

Until now, there hasn’t been any official position of the international institutions about this situation. While the all world will focus on South Africa during the football World Cup, it is high time to focus also on the genocide against the white South Africans, and put an end to it. This is the reason of the peacefull demonstrations that happened today and may happen during all the competition.
Comunicato congiunto Forza Nuova, Jobbik, Democracia Nacional

El pasado Viernes, coincidiendo con el inicio del mundial de futbol DN montó un piquete informativo frente a la embajada de Sudafrica para denunciar el silencio que los mass media y la comunidad internacional imponene ante un caso tan grave como es el del genocidio del pueblo boer en Sudafrica. DN mandó comunicados de prensa que por supuesto no han sido publicados y repartió octavillas informativas, tambien nuestros militantes mostraron una serie de imagenes que por su dureza no mostramos directamente pero que pueden ver aqui:
http://i45.tinypic.com/2z89qw2.jpg
http://i47.tinypic.com/2lt54dd.jpg
http://i49.tinypic.com/9u3f5f.jpg
http://i48.tinypic.com/2eobmue.jpg
http://i45.tinypic.com/2mcis2.jpg
http://i47.tinypic.com/22c5rn.jpg
Casi todas las fotos sacadas de aquí:
http://www.africancrisis.co.za/Article.php?ID=47276

Un compañero del partido procedió a leer megafono en mano este breve comunicado ( por supuesto rapidamente nos enviaron a la policia. Esta es la democracia española ):
Hoy nos encontramos aquí, frente a la embajada de la nación que alberga el mundial de fútbol, pero que debajo de esta gran máscara de país maravilloso y de mezclas de culturas, de razas hay una triste realidad que nos está siendo ocultada al mundo entero: el verdadero genocidio realizado por la población negra contra la población de origen europeo, los bóers o afrikáners. Un genocidio brutal, un exterminio sistemático que está llevándose a cabo contra este pueblo en sudáfrica por parte de la población negra y donde el único motivo es el odio racial antiblanco.
Todos los días nos machacan desde los medios con campañas contra el racismo, lo tolerantes que debemos de ser, etc pero no nos hablan de racismo cuando allí se está exterminando a un grupo de personas solo por ser blancos, donde incluso por parte de las élites políticas de ese país alentan a la matanza del blanco. Ese racismo no interesa ni a gobiernos, ni a ONG´s, ni a la ONU. Para ellos ese racismo no tiene importancia al igual que las violaciones, los asaltos en sus viviendas o las terribles muertes que se perpetuan contra los boers en ese país.
Pero hoy estamos aquí, como en otras partes de Europa donde hoy mismo también se está protestando contra esta matanza indiscriminada. Y es en Europa donde tenemos que tomar nota, ya que empezamos a sufrir en nuesta propia tierra ese racismo antiblanco, pero que en un futuro, si no detenemos esta invasión, ya sabemos lo que nos esperará al pueblo europeo por parte de esta gente: persecución, violaciones, asaltos y muertes.
Hoy desde españa, mandamos todo nuestro apoyo al pueblo boer y hacerles llegar la idea de que no están solos, ya que en Europa, sus hermanos de sangre, estamos dispuestos a luchar por sus derechos y por sus vidas, y hoy también decimos alto y claro:
STOP GENOCIDIO BOER!

martedì 8 giugno 2010

"CON NOI": Il compendio dottrinale di Forza Nuova


Disponibile in sede il compendio dottrinale forzanovista.
Argomenti trattati: cosa è e cosa vuole Forza Nuova, gli otto punti per la ricostruzione nazionale, orientamenti per la ricostruzione nazionale, lo stile forzanovista, l’edificazione personale, Il dovere di tendere ad essere tipo umano superiore, essere forzanovista, In Grecia le origini dell’europeità, Romanitas, la concezione organica della società e dello Stato, sul concetto di Tradizione, Il cammino della sovversione: un’analisi teologica, potere monetario e potere politico, corporazioni e corporativismo, selezione libraria.

mercoledì 12 maggio 2010


FORZA NUOVA ha scelto Milano per chiudere la mobilitazione nazionale contro le banche, manifestando nel cuore stesso dell’ Italia produttiva oggi abbandonata dalla finanza parassitaria. La protesta sarà anche contro il governo dimostratosi incapace di porre freno agli appetiti delle banche e di proteggere piccole imprese e famiglie di reddito medio o basso che oggi conoscono una crisi senza precedenti e senza vie d’uscita.
Troppo spesso gli italiani hanno ingoiato senza fiatare bocconi amari. Troppo spesso le promesse fatte prima delle elezioni sono state poi platealmente disattese. Alla manifestazione parteciperà Laszlo Toroczkai leader del HVIM, che salì agli onori della storia nazionale ungherese capeggiando la rivolta popolare del 2006, quando decine di migliaia di cittadini si riversarano per le strade, occuparono la televsione e circondarono il Parlamento perché l’ allora primo ministro fu registrato e ascoltato da milioni di ungheresi mentre ammetteva di aver ingannato il popolo volutamente e cinicamente.

Risultato politico di quella rivolta è oggi la grande affermazione di Jobbik che ha raccolto poco al di sotto del 20% dei voti ungheresi. Oltre a rappresentanze di Jobbik saranno presenti alla manifestazione delegazioni spagnole, francesi ed di altre nazioni europee. 
Roberto Fiore e Laszlo Toroczkai concluderanno con un comizio la giornata di lotta che sarà ricordata come pietra miliare del radicalismo patriottico e popolare europeo in lotta contro i poteri forti. Esempio per gli onesti. Monito per i corrotti.
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Reazioni L’ Anpi: no ai rigurgiti fascisti. I centri sociali: anche colpa vostra

Raduno dell’ ultradestra Scontro fra Pd e Pdl «Bloccarlo». «No ai divieti»

Il 22 maggio il corteo europeo «anti-banche»

Da una parte l’ Anpi e i partiti del centrosinistra, compresa l’ Udc. Dall’ altra il Pdl. La manifestazione che Forza Nuova sta organizzando a Milano per il prossimo 22 maggio divide Milano in due. Nel mezzo la Questura. Che nei prossimi giorni dovrà decidere se dare o meno il via libera al corteo. «Mica hanno la peste, i ragazzi di Forza Nuova. Il diritto a scendere in piazza sancito dalla Costituzione vale anche per loro». A difendere senza se e senza, ma la manifestazione dell’ ultradestra è l’ onorevole del Pdl, Paola Frassinetti. Con lei l’ ex assessore regionale Romano La Russa: «Forza Nuova è un partito come gli altri. Come gli altri deve poter scendere in piazza». E i saluti romani? «Un fatto goliardico», liquida La Russa. Alle iniziative in ricordo di Sergio Ramelli, il giovane ucciso nel ‘ 75 da militanti di Avanguardia operaia, nei giorni scorsi ha partecipato anche la consigliera provinciale del Pdl, Roberta Capotosti. «Non andrò il 22 perché non appartengo a Forza Nuova - annuncia -. Ma la possibilità di manifestare il proprio pensiero deve essere garantita a tutti». «Siamo al solito dibattito ideologico - tira le fila il vicecoordinatore regionale del Pdl, Massimo Corsaro -. Perché allora non vietare le manifestazioni dei centri sociali, che spesso si distinguono per regali alla città come muri imbrattati e auto danneggiate?». Loro - i centri sociali - da una parte ribadiscono che «ogni evento di stampo fascista è intollerabile e come tale va contrastato». Per ora non sono state prese decisioni operative: il comitato Partigiani in ogni quartiere che raccoglie diverse realtà del mondo antagonista si riunirà giovedì sera. Le prese di posizione sul corteo del 22 accendono una polemica nella polemica. A fronteggiarsi sono Anpi e centri sociali (il Cantiere, per la precisione). «L’ associazione dei partigiani dovrebbe fare autocritica - attacca Luca Corradini del Cantiere -. Prima accetta che il 25 Aprile sia occupato da esponenti del Pdl come il presidente della Provincia, Guido Podestà, e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Poi scopre che gli enti locali governati dal centrodestra l’ hanno sfrattata dalla Casa della Memoria». Ma l’ Anpi non ci sta. «Dopo quello che hanno fatto il 12 dicembre (tensioni in occasione della commemorazione di piazza Fontana, ndr) e ripetuto il 25 Aprile, quelli del Cantiere non hanno nulla da dire all’ Anpi», taglia corto Antonio Pizzinato. «Per quanto riguarda la rete “Partigiani in ogni quartiere”, faccio notare che non sono consentiti usi strumentali dell’ associazione». In questo clima il timore dell’ udc Savino Pezzotta è che si stiano rafforzando gli estremismi. «Il rischio è che qualcuno si ponga fuori dal dibattito democratico - constata Pezzotta -. Sta al senso di responsabilità della politica intervenire prima che succeda l’ irreparabile».

Rita Querze’ (5 maggio 2010) - Corriere della Sera

martedì 4 maggio 2010

Lido di Milano, 2 maggio: i Camerati ricordano Sergio Ramelli


Come da programma, domenica 2 maggio si sono svolti a Milano gli eventi organizzati da tutte le organizzazioni della destra milanese in ricordo di Sergio Ramelli, assassinato a 17 anni sotto casa da militanti di Avanguardia Operaia. Questo nonostante la sinistra avesse cercato in tutti i modi, sopratutto andando a piangere in Questura, di impedirne il regolare svolgimento. Oltre 500 persone hanno partecipato nella serata al concerto degli Amici del Vento. Diverse centinaia hanno assistito al Torneo di calcetto tra le realtà milanesi che ha visto vincitrice la squadra di Azione Giovani. Seguiranno foto e feed-back. Qui sotto i commenti dei principali quotidiani, un video e un servizio di radiopop…

Il Corriere:

«FUORI I FASCISTI DA MILANO». «NON POTETE PROIBIRCI DI MANIFESTARE»

Torneo per Ramelli, città blindata. Tensioni Estrema Destra-Sinistra

Forze dell'Ordine per evitare ai due gruppi di venire in contatto.

MILANO - «Per adesso il tempo ha tenuto: le divinità sono dalla nostra parte». Quello di Federico Goglio, in arte Skoll, ieri mattina a fine concerto, organizzato dalla destra radicale ai Giardini Ramelli, era più che altro un augurio. Cupo, invece, il clima nei pressi di piazzale Lotto, blindata da un ingente numero di forze dell’ordine per evitare ogni contatto: da una parte le varie anime dell’estrema destra, riunite al Lido per un torneo di calcetto in memoria del missino ucciso 35 anni fa; dall’altra il movimento Antifa, che si era dato appuntamento davanti al centro sociale Cantiere, in via Monte Rosa. Guardando al di là delle camionette di polizia e carabinieri quasi un migliaio di militanti hanno gridato: «Fuori i fascisti dalla nostra città», per poi partire in un corteo non autorizzato nel quartiere.

Ieri è stata la giornata conclusiva di una settimana all’insegna delle polemiche. Fatta da manifestazioni, presidi, cortei. Tutto per cercare di impedire una serie di appuntamenti indetti in ricordo di Ramelli. «Non si possono tollerare raduni nazi-fascisti nei quartieri», dicono i centri sociali. La risposta: «Ogni volta che organizziamo qualcosa si cerca di impedircelo». Ma la partita si è conclusa, appunto, ieri. In mattinata il concerto ai giardini Ramelli, poi il torneo (vinto da Azione Giovani) e quindi l’esibizione degli Amici del vento in serata sempre al Lido.

A pochi metri lo striscione «Il nuovo millennio ha bisogno di nuovi partigiani» ha aperto il corteo. Gli abitanti del quartiere si sono uniti al gruppo. Tra loro anche immigrati, bambini, anziani. Tensione in piazza Selinunte, quando la polizia ha cercato di bloccarli. Poi tutti di nuovo verso il Cantiere, dove si è conclusa la manifestazione tra poche gocce di pioggia.

Benedetta Argentieri, Corriere della Sera

03 maggio 2010

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_3/raduno-ramelli-tensione-argentieri-1602945888927.shtml

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La Repubblica:

L’ANNIVERSARIO

Torneo in memoria di

Ramelli, pomeriggio di

tensione al Lido

Centri sociali in piazza contro l’estrema destra. La polizia tiene a distanza i due gruppi che si fronteggiano

Succede tutto in duecento metri. In piazzale Lotto, chiusi dentro al Lido, gli estremisti di destra giocano a calcetto, poi ascoltano le ballate “fascio-folk” degli Amici del Vento. In via Monte Rosa, anarchici e militanti dell’ultrasinistra fanno un “presidio antifascista”, dopo un corteo nel quartiere San Siro. In mezzo, uno schieramento di forze dell’ordine inedito per dimensioni e organizzazione. Con le parole di un’anziana abitante di via Masaccio: «Sembra di essere in guerra». Dopo le stoccate di sindaco e Pdl, che hanno accusato prefetto e questore di non avere saputo gestire i centri sociali nella manifestazione del 25 Aprile, ieri la zona Ovest si Milano era blindata: è stata chiusa la fermata Lotto della metropolitana, e il piazzale è stato difeso da centinaia di poliziotti e carabinieri con mezzi antisommossa.

FOTO Le croci celtiche / I centri sociali

Il torneo di calcetto di “tutte le destre” in memoria di Sergio Ramelli, studente missino ucciso 35 anni fa da estremisti di sinistra, lo ha vinto Azione giovani, la squadra dei ragazzi del Pdl. Nel viale di accesso, le bandiere rosse con croce celtica di Ordine Nuovo. In campo niente arbitro, «perché i camerati le regole se le danno da soli», pochissime donne fra gli spettatori, pacche sulle spalle a fine partita fra gruppi che sino a ieri si sono odiati e spesso picchiati: da Forza Nuova a Casa Pound, fino agli Hammerskin. «Il torneo è stato una dimostrazione di unità», esultano gli organizzatori. Un’unità che preoccupa i centri sociali.

Il loro corteo è partito dal Cantiere, in viale Monterosa, ed è arrivato in piazza Selinunte, cuore popolare di San Siro, ad alta presenza di immigrati, «per dimostrare che la gente è con noi». Nel tragitto, la manifestazione si ingrossa: da duecento, strada facendo, gli Antifa diventano ottocento. E in piazza Selinunte scatta la tensione: la polizia dice che la manifestazione deve finire lì, gli anarchici vestiti di nero prendono la testa del corteo, compaiono bastoni e sciarpe per coprire i volti. Poi il megafono passa in mano ai veterani dell’antagonismo, gli animi si calmano, si torna al Cantiere. Alle 19 è tutto finito, fra musica e slogan «contro i fascisti di ieri e di oggi». In piazzale Lotto, i duri da stadio, con celtiche tatuate su braccia palestrate, sono costretti ad applaudire i pidiellini vincitori del torneo.
Ieri doveva essere il giorno della resa dei conti. Sui siti web “di area”, cioè Indymedia (sinistra) e Vivamafarka (destra), i toni della vigilia erano da scontro frontale: «Nessuno spazio ai fascisti», «Se ci attaccano risponderemo», «Questi bastardi a Milano non hanno cittadinanza», «Milano, a noi!».

A scaldare il clima è stato anche il pestaggio di un ventenne di destra durante la May Day Parade, il corteo del Primo Maggio dei centri sociali. Ma i proclama di odio si sono infranti contro il cordone degli agenti, che ha chiuso fino a sera l’accesso in piazzale Lotto da viale Monterosa. Un vero check point, con i carabinieri che facevano filtro. I centri sociali, che venerdì avevano occupato la sede della società comunale Milanosport per chiedere l’annullamento del torneo al Lido, ora hanno nuovi obiettivi polemici: «L’Anpi e il Pd - scandivano al megafono - ci criticano se contestiamo la Moratti e Podestà al 25 Aprile, poi non dicono nulla se i fascisti manifestano».

Franco Vanni, La Repubblica

03 maggio 2010

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/03/news/torneo_in_memoria_di_ramelli_pomeriggio_di_tensione_al_lido-3772671/

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Il Sole 24Ore:

A San Siro

proteste e cortei

per il torneo

dell'estrema

destra

MILANO - Alla fine il tanto contestato torneo di calcetto dei giovani di destra c’è stato. A vincerlo è stata la squadra di Azione giovani vittoriosa in finale sul team di Forza Nuova. Ma per un pomeriggio Milano è tornata indietro di quasi 40 anni. Niente incidenti, per fortuna. Ma cori, slogan, manifestazioni, cortei, bandiere, fumogeni che hanno ricordato un po’ la retorica e i toni degli anni Settanta. L’estrema destra da un lato. E l’estrema sinistra, dall’altro. Non una contro l’altra. Ma separate da un piazzale e da uno schieramento di polizia e carabinieri, degno di un corteo degli “anni di piombo”. In un derby a distanza, consumatosi senza mai toccarsi né sfiorarsi.

L’estrema destra giocava il torneo di calcio Sergio Ramelli (militante del Fronte della gioventù, ucciso da militanti di Avanguardia operaia nel 1975 quando era poco più che diciottenne) all’interno del Lido, la struttura gestita da Milano Sport, società del Comune che gestisce gli impianti sportivi della città. Ai gruppi dell’estrema sinistra non è andata giù. Anche perché, a loro avviso, la manifestazione avrebbe avuto il patrocinio della Provincia di Milano: nei giorni passati hanno protestato e occupato la sede di Milano sport, tanto che Mirko Paletti, presidente della società comunale, area Pdl, li ha denunciati.

La protesta è continuata anche oggi con un corteo partito dal centro sociale Cantiere di via Monte Rosa, a pochi metri di distanza dal luogo dove si svolgeva il torneo di calcio della destra, chei si è snodato lungo tutto il quartiere di San Siro. Qualche slogan anni Settanta («Fuori i fascisti da Milano») e qualche “riadattamento” in chiave contemporanea con cori rivolti contro Pdl e Lega, ma anche contro i vertici di governo nazionale e locale. Nel mirino anche Milano sport, accusata di “tradire” il suo scopo istituzionale: «Deve favorire lo sport per tutti - recitava uno striscione - non i raduni nazi-fascisti».

Nel corteo, anche cori e slogan pro-casa e anti-razzisti. Un solo momento di piccola tensione, quando le forze dell’ordine hanno fermato la manifestazione all’incrocio tra piazzale Selinunte e via Maratta chiedendo di scioglierla in quel punto. Poi, però, è proseguita fino a ritornare nel punto di partenza. Durante il percorso, il numero dei partecipanti è aumentato fino a raggiungere e superare le 500 unità (secondo gli organizzatori, però, erano circa 800). A ingrossare le fila, stranieri e seconde generazioni che vivono nel “quadrilatero” delle case popolari di San Siro.

«Perché protestano?», chiede una signora per strada. Quando le spiegano che è collegato al torneo di calcio dei giovani di destra annuisce: «Non dovevano fare il torneo il 1° maggio». Stesso discorso per alcuni ragazzi che hanno partecipavano al corteo: «No, non lo dovevano proprio fare». A chi fa notare loro che forse certe contrapposizioni possono essere state superate dai tempi, obiettano: «Ma quelli sono sempre fascisti». Il “vecchio derby” si ripropone. C’è anche qualche bandiera di partito o movimento politico (Rifondazione comunista, Sinistra critica) e spiccano quelle di “Antifascisti action” fatte sventolare dai ragazzi in assetto black block.

Dall’altro lato, invece, le bandiere sono diverse. Una volta superato il cordone di polizia ecarabinieri e attraversato piazzale Lotto, spazio a tricolori e croci celtiche in bella mostra all’ingresso del Lido e nel vialetto interno. Non manca il banchetto per le sottoscrizioni e la raccolta fondi subito dopo l’ingresso. «Stiamo qui da stamattina, stanno giocando e non c’è nessun problema». Nei campetti a lato, infatti, si gioca. I nomi delle squadre sono inequivocabili: Hammerskins, Casa Pound, Forza Nuova, Monza militante, Azione giovani. Qualcuno (come Forza Nuova) ha anche le divise da gioco personalizzate con il logo. Gli accenti sono un po’ di tutta Italia: non solo milanesi, quindi.

Cinque contro cinque in campo e senza arbitro. La formula del torneo prevede prima i gironi e poi la fase a eliminazione diretta con tanto di semifinali e finali (c’è pure quella per il terzo e quarto posto). «Vede? Siamo qui. Giochiamo e basta», sottolinea uno dei partecipanti. «Lo scorso anno abbiamo giocato la prima edizione a Opera e ora siamo qui - aggiunge - niente di più». A fare il tifo molto pubblico di “area” e non mancano teste rasate, scudetto tricolore e bomberino nero. Qualche battuta, un po’ retrò, su plutocrazie, dollaro e sterlina. Intanto a lato tra le bandiere con le croce celtiche che sventolavano, si preparava la salamella, con birra e la musica del gruppo neofascista “Amici del vento”. Il derby a distanza tra gli estremi si gioca anche così. Con il rosso e il nero separati da piazzale Lotto e dai cordoni di polizia.

Giovanni Parente, Il Sole 24Ore

03 maggio 2010

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Il servizio di Radio Popolare: